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Il ministro Salvini al termine della riunione straordinaria dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive: "Non lasciamo il potere di ricatto a una frangia minoritaria"

Redazione
08.01.2019 03:19

Parole forti e determinate quelle rilasciate dal ministro dell'Interno Matteo Salvini al termine della riunione straordinaria dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, svoltasi con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, i vertici dello sport ed il capo della polizia Franco Gabrielli. "Sono assolutamente contrario alla chiusura degli stadi e al divieto di trasferta perché è la resa dello Stato - afferma il ministro - Se quest'ultimo non è in grado di garantire un gioco di sabato, di domenica, vuol dire che non è in grado di fare il suo mestiere: ogni settimana ci sono 12 milioni di tifosi che seguono gli eventi sportivi e 6mila teppisti, da non confondere con i tifosi che sono il 99%. L'obiettivo è sradicare la violenza con ogni mezzo necessario".

"Il tema della sospensione delle partite è scivoloso perché è un funzionario del ministro dell'Interno che si prende l'onere di dire sì o no - ha detto Salvini - Poi si rischia di mettere in mano a pochi il destino di tanti, e chi decide il criterio di discriminazione? Ricordo che in Milan-Juve i buu dei tifosi rossoneri erano per Bonucci: chi decide se quella è discriminazione? Servono criteri oggettivi che in questo caso sono difficilmente individuabili, quindi sono contrario alla sospensione delle partite. Preferisco prevenire e responsabilizzare. Sono per tornare ad autorizzare le trasferte collettive che sono maggiormente controllabili rispetto a centinaia di auto e min van", ha aggiunto Salvini. Che poi ha parlato anche della Supercoppa Italiana: "Quella sera farò altro perchè è un ossimoro che la finale della Supercoppa italiana si giochi in Arabia con i veli ed i burka. Da tifoso non la guarderò".

Salvini si è detto contrario all'ipotesi di vietare l'introduzione degli striscioni negli stadi. "Ragazzi non scherziamo, un conto sono i coltelli e i bastoni e le bombe carta; un conto sono le bandiere, le sciarpe, i megafoni, tamburi e striscioni. Lo stadio deve essere colorato e colorito". 

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