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SERIE C - REGGINA, tra palco e realtà

07.03.2019 22:34

di Valerio Romito – Secondo la visione relativistica della cosiddetta “legge di Murphy”, se qualcosa può andare male, andrà peggio: ed è proprio in questo tipo di loop che sembra essere caduta la Reggina, vittima, oltre che dei noti problemi legati all’andamento tecnico tattico della squadra, anche di una congiuntura astrale certamente poco favorevole, considerato che anche le ultime due sconfitte precedenti sono maturate nell’ultimo periodo di gioco. Certo, dopo la prestazione incoraggiante di Castellammare, seppur non corroborata da un risultato positivo (anche lì in situazione tutt’altro che fortunata), ci si aspettava una conferma dei progressi intravisti, soprattutto dal punto di vista del gioco e dell’approccio agonistico: si invece ravvisato, da quel punto di vista, un chiaro passo indietro, con un inizio gara quasi imbarazzante al cospetto di un avversario che pur non attraversando un buon periodo di forma, ha messo all’angolo il ragazzi di Drago per almeno mezz’ora; e se è pur vero che, anche a seguito di un calo fisiologico della squadra dell’ex Modesto, si era comunque riusciti a sbloccare la gara e soprattutto ad avere ripetute chance per blindare il risultato, le occasioni divorate dal giovane Tassi, decisivo in positivo in altre occasioni, e la grave leggerezza con cui si sono disputati i secondi finali, hanno consentito ai rendesi di conseguire un ormai insperato pareggio all’ultimo battito di ciglia: come dire, chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Avevamo evidenziato alla vigilia dello scontro come un risultato pieno fosse pressoché indispensabile al fine di cullare sogni di gloria relativamente ad un buon piazzamento nella griglia dei play off: di conseguenza, è chiaro che le prospettive rischiano seriamente di essere ridimensionate. Il Direttore Sportivo ha giustamente avvertito l’esigenza di rendere alcune puntualizzazioni sull’attuale situazione, ribadendo come l’obiettivo della squadra sia ancora oggi quello di tentare il colpo finale, seppur l’eventuale posizione di partenza agli spareggi non sarà probabilmente la più favorevole possibile, confidando nella crescita di una condizione fisica che, nel finale di stagione, potrebbe essere determinante per gli esiti finali. E dire che la settimana scorsa era stata caratterizzata da una serie di eventi extra campo, dalla riacquisizione del marchi storico fino all’arrivo del nuovo pullman griffato ed il successivo bagno di folla goduto dalla rosa in occasione di una passerella domenicale sul lungomare, che se è vero che certamente hanno contribuito a non far smorzare quell’entusiasmo che avrebbe potuto facilmente essere smorzato dai cattivi risultati di febbraio, viene da pensare che abbiano altresì potuto causare un calo di concentrazione in vista del Monday night televisivo, visto che di tutto si è parlato tranne che del rettangolo di gioco e soprattutto dell’importanza della gara. Dunque va benissimo tutto, ma se si perde di vista l’obiettivo principale, ogni altro aspetto giocoforza precipita in secondo piano, ed i mugugni del pubblico a fine gara ne rappresentano un sintomo inequivocabile.

Senza voler scivolare in un disfattismo che non ha ragione d’essere, il tempo e le occasioni per recuperare ci sono tutte, seppur vi è la consapevolezza che i bonus probabilmente sono terminati, e bisognerà da qui in poi sbagliare quasi nulla. L’errore più grande sarebbe quello di dare per scontato l’obiettivo minimo (play off), per cui si dovrà dare il massimo in ogni gara, in attesa che la crescita, in termini di gioco e di amalgama, cominci finalmente e concretamente a venire fuori. Domenica ci aspetta il fanalino di coda della classifica: senza incorrere in pericolosi errori di sottovalutazione di qualsiasi avversario in questa categoria, appare anche pleonastico specificare cosa si aspetti la piazza al termine delle ostilità, sperando che stavolta la zona cesarini non sia decisiva, perlomeno in negativo…

 

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