REGOLE DEL CALCIO: FIGLI e FIGLIASTRI

 di CG Redazione  articolo letto 2258 volte
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
REGOLE DEL CALCIO: FIGLI e FIGLIASTRI

Hanno decisamente lasciato un pò spiazzati le dichirazioni pubbliche di Gravina sulla decisione del Collegio di Garanzia del Coni, che ieri ha deciso per il ripescaggio in C del Rende, proprio sul sodalizio biancorosso.

Il numero 1 della Lega Pro ha detto, testualmente:"Evidentemente c’è qualcosa che deve far riflettere tutti, mi spiace che la Serie C diventi il tappeto per schermaglie giuridiche di diritto. La verità è una sola, che quando si presenta una fideiussione falsa non si può far parte del mondo del calcio. Questa è la mia personale opinione. Prendo atto della sentenza favorevole al Rende, non voglio intaccare o ferire l’entusiasmo di un’intera città, al di là della buona fede di tutti, ma il sistema ha delle regole, altrimenti non può pensare di potersi reggere”.

Ecco, le regole. Devono valere per tutti, belli e brutti, poveri e ricchi, potenti o meno. Il calcio italiano fa sempre figli e figliastri e anche in questo caso è stato così. Dove era la Federazione e le altre Leghe quando si sono avallate partecipazioni a campionati di squadre "condannate a morte" (i casi Parma, Mantova, ecc ecc), o dove era la FIGC e la Lega Pro quando il Como è sceso in campo senza affiliazione federale (incredibile!!!!) o il Messina ha partecipato al campionato senza neanche avere la fidejussione, tutela sopratutto per quei calciatori che probabilmente non prenderanno un solo euro di stipendio dopo aver salvato i giallorossi dalla retrocessione? E non a caso sia i lariani che i siciliani hanno mancato l'appuntamento con l'iscrizione alla terza serie e non a caso che gli oramai ex calciatori giallorossi siano tutt'ora in attesa di capire come poter ricevere le loro spettanze.

Gravina ci è piaciuto moltissimo quando l'anno scorso ha espresso un concetto chiaro e inequivocabile: "Rispettare le norme federali, la C deve essere a 60 squadre, in attesa della riforma". Nel cammino però, è inciampato su casi di facile risoluzione: vedere le carte per decidere, semplice!!! Il calcio della C vive sui campanili e di certo Rende e Vibonese non sono sodalizi dove si gioca a morra cinese, ma società ben strutturate e con progetti validissimi: non lo diciamo noi, parlano i fatti. Ripescare il Rende e, magari, riammettere la Vibonese, è un valore aggiunto per la serie C.

E allora, il fatto di creare precedenti, crea a sua volta la mancanza di rigidità nel rispetto delle regole. Il fatto è che il Rende la fidejussione l'ha prodotta, il Rende ha sistemato il campo sportivo, ha versato il contributo a fondo perduto ed è comunque una società seria e rispettabile, da anni. Trovare una garanzia fidejussioria in pochi giorni, non è concesso a tutti, ricordiamolo.

Per quanto riguarda la prima fidejussione, quella giudicata da Gravina "falsa" (vedi intervista concessa al portale TuttoMercatoWeb), esistono poi dei procedimenti aperti e saranno gli organi competenti a dire se vi è stata una colpa da parte del club: ma, il Collegio di Garanzia ha praticamente scagionato il sodalizio biancorosso, assegnandogli il meritato premio del ripescaggio.

Applausi per il Rende! E buona serie C!