SERIE A

"La Lega serie A ha scelto il modello UEFA e norme più rigide", tutti i dettagli

07.11.2020 12:38

 

"La Lega serie A ha scelto il modello UEFA e norme più rigide", scrive Gazzetta dello Sport in meritro alle decisioni assunte in Assemblea di Lega di serie A.

"Uniformità, cioè centralizzazione dei controlli, e ancora maggior rigore: sono le due linee guida dettate dall’ultimo Consiglio di Lega, in riunione nel primo pomeriggio di ieri. E’ stato il caso Lazio a riaprire il fronte: le positività alterne (confermate in Europa, negate per il campionato) e i tamponi fatti processare fuori regione (da Roma spediti ad Avellino) ha provocato i dubbi e il risentimento della maggioranza dei club, le big in testa.

Ieri è stata ribadita la necessità di identificare un ente unico che possa provvedere alle analisi di rilevazione del Coronavirus di tutti i tesserati di A, con un sistema standard riconosciuto che non permetta differenze di valutazione. Il campionato vuole dunque adattarsi al modello Uefa: l’organizzazione del calcio internazionale ha scelto il Synlab come laboratorio di riferimento, valido per tutti i club e tutti i giocatori che partecipano alle competizioni europee. Oltre al tema medico scientifico va aggiornata la struttura organizzativa. La centralità è necessaria per la condivisione delle informazione e l’uniformità dei risultati, a loro volte indispensabili per la credibilità di tutto il sistema. Ieri anche il presidente della Lazio Lotito, uno dei consiglieri, si è detto favorevole alla scelta di una sola azienda medica che operi per tutte le società del campionato. L’a.d. Inter Beppe Marotta si era già speso in questa direzione. Autorevolezza e credibilità sono le due parole che il presidente di Lega Dal Pino ha più volte ripetuto durante la riunione. A Maurizio Casasco, presidente della Federazione medici sportivi e altro consigliere di Lega, è stato chiesto un supporto nell’individuazione di una centrale unica che soddisfi le esigenze dei club. Già nella scorsa primavera la Lega aveva elaborato un progetto affidato a un ente medico esclusivo, idea poi superata dalle difficoltà logistiche (non era stata trovata un’azienda in grado di coprire tutto il territorio nazionale nei tempi richiesti dal campionato) ed economiche. Da lì la possibilità per ognuno di scegliere la propria struttura di riferimento, riconosciuta dalle autorità sanitarie locali. Oggi lo scenario è cambiato, ed è in corso di valutazione la fattibilità del progetto: c’è ottimismo sulla possibilità di rintracciare un’azienda che possa fornire questo tipo di servizio.

Non è tutto. Il Consiglio ha voluto richiamare i club alla massima attenzione sui controlli. Motivo per cui è stato dato mandato alla FMSI di presentare alla Lega il prima possibile un’auto regolamentazione ancora più severa per la Serie A. Norme ancora più rigide che nel rispetto del protocollo FIGC diano sempre più garanzie al sistema (anche se – va ricordato - il protocollo federale è già oggi il più severo d’Europa). Si legge nella nota: «La Lega Serie A per tutelare la salute dei tesserati e garantire la prosecuzione delle competizioni, studierà, nei prossimi giorni, le modalità per implementare ulteriormente il protocollo medico, sulla base di quello già predisposto da FIGC e CTS». Implementare il protocollo, in direzione ancora più stringente: modifica che ripassi poi alla validazione di Federazione e Comitato tecnico scientifico. La prima intenzione è quella di uniformare al modello Uefa anche i criteri di rilevazione del Covid 19: mentre i controlli Uefa prevedono uno screening su tre geni (E, Rd/RP, N), le cliniche dei club oggi possono (ma non tutti lo fanno) riferirsi a uno solo di questi (N). Da qui la differente valutazione. Una difformità che le società non vogliono più tollerare e non possono più permettersi, per l’attendibilità di tutto l’ordinamento e per assicurarsi il futuro, cioè il regolare svolgimento del campionato. Il caso Lazio ha riaperto il fronte: la Procura Federale è stata la prima a muoversi. I club l’hanno seguita: questione tornata sul tavolo, Lega e società sono di nuovo pronte a intervenire", la puntuale analisi del quotidiano sportivo.

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