SERIE A

SERIE A, "Club e fondi: un si per chiudere"

19.11.2020 12:58

"Club e fondi: un si per chiudere", scrive Gazzetta dello Sport in merito all'Assemblea dei club di serie A odierna che deve decidere se dare il via libera ai fondi per la vendita dei diritti tv:

"Al St. Regis di Roma, oggi alle 13, potrà essere compiuto un altro passo decisivo verso una nuova struttura della Serie A. Un passo avanti, che guarda al futuro. Il punto chiave è il numero 5 dell’ordine del giorno dell’assemblea di Lega che qui si darà appuntamento: «Offerta vincolante operazione Private Equity – Consorzio CVC-Advent-Fsi». Le società saranno chiamate al voto sull’accettazione dell’offerta finale presentata dal fondo: 1,7 miliardi di euro per il 10% di quote della A. Con 14 sì, due terzi dei votanti, la principale questione economica sarà risolta: l’offerta vincolante sarà definitivamente accolta. In un secondo momento si passerà alle firme sui contratti e i club potranno occuparsi della struttura finanziaria dettagliata dell’operazione. Intanto serve il via libera che di fatto chiuda la fase di negoziazione che ormai dura da mesi.

La Serie A si ritrova al solito bivio: accogliere la proposta dei fondi fatta giungere sul tavolo dei club dal presidente di Lega Paolo Dal Pino vuol dire aprirsi a un business che prevede nuovi sistemi di promozione e sponsorizzazione del nostro campionato, con una visione planetaria di sviluppo del brand Serie A. Al primo punto del programma resta la vendita dei diritti televisivi (con la precedente costituzione di una media company Lega, che produca e distribuisca i propri contenuti): i fondi aiuterebbero nella cessione a una pluralità di piattaforme. E’ questo il canale principale attraverso cui realizzare l’obiettivo dei private equity, accrescere il valore del campionato. Nell’immediato i fondi potranno invece sostenere le società con una consistente disponibilità finanziaria, fattore che in una fase delicata come quella attuale risulterebbe determinante. Una salvezza per i conti dei club, su cui gravano perdite milionarie conseguenti alla crisi sanitaria. Il voto delle venti di A andrà di nuovo in questa direzione: se i due terzi si esprimeranno a favore, il progetto proseguirà verso un nuovo step e una governance rinnovata. In caso contrario verrà perso altro tempo. Con risvolti che potrebbero rivelarsi rovinosi. Tra gli scettici il leader è Claudio Lotito, presidente della Lazio, impegnato nella ricerca di consensi, magari tra le neopromosse, per bloccare il percorso dell’accordo. L’Atalanta, in precedenza indicata tra i club diffidenti non si oppone ma vuole valutare attentamente la portata dell’eventuale accordo. Le big premono per il cambiamento. Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, sposa la linea: «La Serie A deve riformarsi perché le singole società non sono più in grado di sostenere i costi - ha detto a Porta a Porta -. Vivono al di sopra delle loro possibilità».

Accettare l’offerta finale della cordata dei tre fondi chiuderà ufficialmente le trattative e accompagnerà alla firma sui contratti. Operazione che richiederà ancora diverse settimane di tempo: gli accordi saranno complessi, carichi di condizioni e clausole. A una successiva assemblea potrà essere rimandata anche la delibera sulla struttura tecnica dell’affare, soprattutto sulla parte riguardante la distribuzione delle risorse ai club. Perché in futuro anche questo secondo passaggio si compia serviranno 15 voti a favore sui 20 totali. Sarebbe un passo successivo, il prossimo è procedere nell’iter con l’accettazione dell’offerta che Cvc, con Advent e Fsi, hanno ulteriormente rialzato. Il nove settembre scorso, alla fine di un’altra giornata di assemblea dei club, il numero uno della Lega Dal Pino aveva annunciato: «Ci siamo messi sul cammino». In direzione della nascita di una media company con autonomia manageriale nel campo commerciale, e di una newco con un cda formato in modo paritario da Lega e rappresentanti dei fondi. Il 13 ottobre un altro passo avanti: la Serie A aveva scelto la cordata Advent-Cvc-Fsi per proseguire nel percorso di partnership. Oggi è tempo di avanzare ancora, di compiere un altro passo verso il futuro. L’alternativa è non procedere. Fermarsi, uno stop che in realtà vorrebbe dire tornare di nuovo indietro", si legge sul quotidiano sportivo.

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