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REGGIO SALVI LA SUA REGGINA

20.12.2018 11:59

di Valerio Romito – Le due facce della medaglia: la Reggina vive uno delle fasi più controverse della sua storia, caratterizzata da una dicotomia quasi allegorica tra il momento sportivo e le vicende societarie che ne mettono in gioco, probabilmente, la sua stessa esistenza.

Mentre infatti la squadra attraversa un periodo decisamente positivo, in antitesi con quanto accadeva nelle scorse stagioni caratterizzate invece da puntuali crisi di risultati in coincidenza delle ultime settimane dell’anno solare, e di cui il successo ottenuto all’ombra della Reggia, terzo in quattro partite e secondo consecutivo in trasferta, ha consentito agli amaranto di entrare provvisoriamente nel gruppo delle dieci che a fine campionato andranno a costituire la griglia dei play off,  la società per contro vive giorni di passione ed incertezza: al già annunciato disimpegno economico, ed il successivo fallimento della procedura che puntava a reperire manifestazioni d’interesse per rilevare le quote azionarie, la “partita” della sopravvivenza si è spostata nelle aule di tribunale.

I tre giorni di “passione” sono infatti iniziati con una dibattimento giudiziario inerente una richiesta di fallimento, promossa come è noto dall’avvocato Grassani, che ha di fatto bloccato le somme derivanti dalla mutualità e dai minutaggi degli under che avrebbero consentito, come confermato da esponenti della lega di C, di ottemperare al pagamento delle spettanze e dei contributi ai calciatori, la cui scadenza era fissata il giorno prima; ma la vera mazzata è giunta nella serata di ieri con l’accoglimento del ricorso FIGC sulla fideiussione che comporterà, in attesa dell’ultimo grado di giudizio, accanto alla già certa penalizzazione in classifica per gli stipendi, anche un rischio più che concreto di prosecuzione dell’attuale stagione agonistica.

Al di là di come la si pensi, e ferma restando la legittimità delle pretese avanzate da terzi (se confermate in sede giudiziaria), appare chiara a tutti la necessità uscire da un’impasse che, nella peggiore delle ipotesi, rischia di mortificare ancora una volta, in pochi anni, la passione e le aspettative di una piazza gloriosa. La stessa piazza che, è bene ammetterlo, negli ultimi periodi forse ha fatto meno di quello che avrebbe potuto, quantomeno in termini di sostegno, ma anche ambientali, ed alla quale però il destino (ed il calendario) offre una possibilità formidabile che le consentirebbe di lasciare il segno per una, seppur difficile, sopravvivenza della sua bandiera: in sette giorni la Reggina calcherà due volte il terreno del Granillo e, complice anche il rientro dei “fuori sede” per le festività natalizie, non è difficile immaginare come una degna cornice di pubblico comporterebbe, oltre che una salutare boccata d’ossigeno di due buoni incassi che andrebbero a sanare, almeno in parte, le attuali criticità, anche una manifestazione di vicinanza verso un gruppo che, dopo un inizio altalenante, sta dimostrando sul campo di meritare quel sostegno e quell’incoraggiamento che la città in passato ha ampiamente dimostrato di saper dare, e che 

inoltre, dato da non sottovalutare, potrebbe costituire un notevole biglietto da visita per auspicati futuri imprenditori, ove si riuscisse a terminare miracolosamente e degnamente la stagione.

Ci appare dunque arrivato il momento in cui vanno masse al bando ogni tipo di polemiche legati a manchi, identità, personalismi: gli uomini passano, la Reggina resta. Alcune iniziative in tal senso cominciano ad intravedersi, anche tramite i social (#salviamola), ma alla fine dovrà essere il suo popolo ad uscire da quell’apatia che ormai da troppo tempo ha appesantito le contraddizioni e le storture che atavicamente affliggono la nostra terra, ed a dare una spinta decisiva a difesa del suo vessillo, della sua identità, della sua storia, per non lasciare nulla di intentato, seppur la situazione appaia disperata: che sia Reggio, a testa alta, a cercare di salvare la sua Reggina.

 

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